L’11 marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il nuovo coronavirus ‘pandemia’.  In seguito alla domanda esponenziale di prodotti per l’igiene partita dalla Cina lo scorso gennaio per la diffusione incontrollata del virus, il produttore cinese BYD era sceso in campo con il più grande impianto per la produzione di massa di mascherine protettive. Entrato in funzione l’8 febbraio in uno dei parchi industriali di BYD a Shenzhen, il nuovo stabilimento lavora ora a pieno regime ed è in grado di produrre 5 milioni di mascherine e 300mila bottiglie di disinfettanti al giorno per far fronte alla carenza nei Paesi colpiti. Centinaia di dipendenti lavorano sia di giorno che di notte con macchine funzionanti 24 ore su 24. 

La produzione di maschere richiede ambienti e attrezzature impeccabilmente puliti e sterili, e le stanze prive di polvere di BYD, precedentemente utilizzate per l’assemblaggio di smartphone, sono particolarmente adatte a questo scopo. «Durante il periodo del Festival di Primavera», spiega BYD in una nota, «la società non è stata in grado di ottenere attrezzature per la produzione di maschere abbastanza rapidamente, quindi ha iniziato a produrre le proprie macchine. BYD ora può produrre più di una dozzina di queste macchine al giorno».

Impianto BYD per la produzione di mascherine 2020